RIMUSICAZIONI LIVE

2012

 
 


venerdì 3 febbraio 2012



Bolzano, Videodrome via Roen 6 - h 21:00





venerdì 3 febbraio 2012

Bolzano, Videodrome, via Roen 6, h. 21:00

Berlino, sinfonia di una grande città,

Walter Ruttmann, Germania 1927, dur. 59’

Musica originale di Radio Days

 

Un film straordinario che racconta di Berlino nel suo periodo più prospero, l’epopea di una città modernissima e all'avanguardia tra le due guerre mondiali, musicato dal vivo dall’originalità del quartetto swing dei Radio Days.



Anche Meisel, che aveva scritto la musica per la versione tedesca de La corazzata Potemkin - Eisenstein lo aveva definito: "Il mio primo film sonoro" - vide che il suo compito per Berlino, sinfonia di una grande città era di "rendere nella maniera più oggettiva il ritmo e la melodia di ciascun evento concepito già di per sé in termini musicali". Aveva trascorso molte ore ad ascoltare il rumore della metropoli, ad annotare i tempi di ogni suono, i campanelli dei tram, i clacson delle auto, il ritmo del lavoro notturno sulle rotaie. Egli interpretò le sequenze del film come motivi e temi musicali: "Accordi in quarto di tono della città che dorme", "Fuga del traffico", "Segnali musicali delle insegne luminose", "Crescendo di tutti i rumori della città in uno sviluppo contrappuntistico dei temi principali verso la fermata finale". Per adattare i timbri della sua composizione alla realtà, fece uso di strumenti tecnici. E là dove fu necessario raggiungere l'impressione della totalità, egli collocò alcune parti dell'orchestra nell'auditorium. Proprio le strutture musicali del film e l'orientamento "filmico" della musica provocarono nel 1927 reazioni estremamente varie da parte della critica. Secondo Herbert Ihering, Ruttmann aveva aspirato alla rigorosa omogeneità di Bach, solo per arrivare alla caotica Gesamtkunstw

Regia di WALTHER RUTTMANN

L’anno è il 1927, il regista ci racconta della città dove abita, durante il periodo più prospero della fragile repubblica di Weimar. Il documentario evidenzia la modernità tecnologica e sociale della capitale che, negli anni venti, era la seconda città più grande del pianeta. Con un ritmo che alterna momenti molto veloci a spazi di pura poesia, ci descrive una “giornata tipo”, dall’arrivo in stazione del treno alle cinque del mattino e le strade ancora deserte, fino agli sfrenati divertimenti notturni dei berlinesi, passando naturalmente per il lavoro, le fabbriche, gli uffici, i mezzi di trasporto, il cibo, gli sport, gli spettacoli, ma soprattutto, la gente, che è sempre protagonista della città a tutte le ore.

Questo lungometraggio si distingue da altri capolavori del muto dedicati ad una città quali L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov o A proposito di Nizza di Jean Vigo, perché venne girato e montato in stretta collaborazione con il compositore dell’originale colonna sonora, Edmund Meisel, per creare un’unica sinfonia di immagini e musica, con lo scopo di far sembrare che la musica si sprigioni dalla città stessa. Purtroppo l’originale partitura musicale è andata persa e si è salvato solo un adattamento per pianoforte più volte riorchestrato, che ci ha trasmesso comunque la grande armonia che doveva esserci quando il film venne rappresentato con un’orchestra che eseguiva dal vivo le musiche in sincrono con le immagini.

La ri-sonorizzazione in chiave jazz è stata composta tutta prima dell’ascolto della musica di Meisel, cercando di riprodurre le atmosfere che oggi ci trasmette la pellicola, senza farsi influenzaredallacolonna sonora originale. Il risultato è naturalmente molto diverso dalla moderna musica sinfonica degli anni venti, ma trova

comunque dei punti di contatto, perché le immagini portano, inequivocabilmente, ad emozioni e stati d’animo molto forti.