RIMUSICAZIONI LIVE

2012

 
 




venerdì  4 maggio 2012



venerdì 4 maggio 2012

Bolzano, Videodrome, via Roen 6, h. 21:00

Cortometraggi sperimentali e animazioni

Musica originale di Susy Lughezzani

 

PROGRAMMA


In Youth beside the Lonely Sea

di anonimo, USA 1925 – 5’

Lonely Special Quartett:

Violino Marco Tanesini

Violino Annamaria Quinzio

Violoncello Katia Duregon

Violoncello Alessandro Masia


Douro Faina Fluvial

regia di Manoel De Oliveira, Portogallo 1931 – 16’

Pianoforte Susy Lughezzani

Effetti e suoni ambientali ideati da Emanuele Zottino


One A.M.

regia di Charlie Chaplin, USA 1916 – 22’

Pianoforte Susy Lughezzani

Rumoristica e montaggio di Matteo Dell’Osso


Le Voyage dans la Lune

regia di Georges Méliès, Francia 1902 – 11’

Musica di Marina Giovannini e Maria Susy Lughezzani

Rumoristica di Dell’Osso, Giovannini, Lughezzani

Montaggio di Matteo Dell’Osso


Moonland

regia di Neil McQuire e William A. O’Connor, USA 1923/1926 – 11’

Pianoforte Susy Lughezzani

Percussioni ideate da Sergio Pircali e Francesco Gigliotti


Jack’s dream

di Joseph Cornell, USA 1940 -4’

Pianoforte Susy Lughezzani

Percussioni ideate da Sergio Pircali e Francesco Gigliotti

In Youth, Beside the Lonely Sea, 1925, di anonimo – 5’


Questo film corto (5 minuti) é la drammatizzazione del poema omonimo del poeta americano Thomas Aldrich (1836-1907) ed era realizzato in trittico: tre film venivano proiettati simultaneamente su tre schermi differenti, le scene accompagnate dalle frasi del poema. É raffigurato un ragazzo, pieno di sogni e speranze, che ha delle visioni mistiche: sirene e fate gli tengono compagnia. La vita e le sue tentazioni non lo coinvolgono. Nella scena finale il malinconico anziano bevitore viene visitato dalle entitá, che per un po’ di tempo non aveva piú visto ed ha l’illusione di poter vivere ancora emozioni poetiche e di rinascita: sensazione tragica, perché ha sempre vissuto estraniato dalla realtá.


Poema "In Youth beside the Lonely Sea"di Thomas Bailey Aldrich

Didascalie

1 - In Youth beside the Lonely Sea voices and visions come to me In gioventù, accanto al malinconico mare, voci e visioni mi venivano incontro

2 - Titania and her furtive brood were my companions in the wood Titania e le sue furtive creature erano la mia compagnia nel bosco

3 - In every wind i felt the stir of some Celestial Messenger. In ogni ventata percepivo proprio l' eccitazione dei messaggeri celesti

4  - From every flower that broke in flame some half articulate  whisper came

Da ogni fiore si frangevano in fiamme, giungevano alcuni sospiri per metà articolati

5 - Leter, amid the city's din and toil and want and wealth and sin         

Più avanti, nel frastuono della città, nella fatica, nella povertà  e nella ricchezza e nel peccato

6 - they followed me from street to street the dreams that my boyhood sweet i sogni che avevano resa dolce la mia fanciullezza mi seguivano di strada in strada

7 - Ill fortune had no shafts for me in this aerial company

La sfortuna in questa eterna compagnia non infierì su di me

8 - Now on by on the voices die.  Poi una ad una le voci morirono

9 - More distantly the accents ring: more frequent the receeding wing.  Più in là la cosa si evidenziò: l' assenza col tempo feriva sempre più

10 - Strange lights my errant fancies led: strange watchers watched beside my bed.

Strane luci le mie erranti fantasticherie: strani spettatori osservavano accanto al mio letto

11 - Full dark shall be the days in store if voice and vision come no more           

Dal profondo i giorni bui si trasformavano in ricchi, se le voci venivano ancora





“Douro Faina Fluvial”, regia di Manoel De Oliveira, fotografia di António Mendes Portogallo 1931 – 16’

Manoel Candido Pinto de Oliveira (Oporto, 11 dicembre 1908) regista, sceneggiatore ed editore portoghese. Ancora attivo, pur avendo superato il secolo di vita, viene considerato il più importante cineasta portoghese vivente, nonché uno degli autori più significativi della storia del cinema europeo. Terzo figlio di un industriale di passamanerie, studiò in Galizia presso i Gesuiti.A vent'anni cominciò a fare sport e corse automobilistiche, che gli diedero una certa notorietà, fino al 1940. Negli anni trenta cominciò a girare documentari e il primo film. Refrattario al regime salazarista, negli anni quaranta e fino ai primi cinquanta si occupò di viticultura e dell'azienda del padre. Nel 1955 va all'AGFA, in Germania, a studiare l'uso del colore. La scomparsa di Salazar dalla scena gli consente di tornare in Portogallo, dove ha inizio una nuova fioritura creativa. Gli anni novanta sono stati per lui fruttuosi e prolifici, e de Oliveira ha utilizzato il cinema in piena libertà, senza mai abbandonarne le radici letterarie.

"Il teatro - ha detto - è un'arte, ma il cinema non è che un mezzo per fissare ciò che si recita davanti alla macchina da presa"

Nel 1985 e nel 2004 ha vinto due Leoni d'Oro alla carriera alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, e nel 2008 la Palma d'oro alla carriera al Festival di Cannes.

Nel 2009 il regista, ormai ultracentenario, ha diretto il film Singolarità di una ragazza bionda.

“Douro Faina Fluvial”: documentario di 16 minuti in 35 mm sul porto fluviale di Porto, realizzato fra il 1929 ed il 1931, è oscillante fra linguaggio tradizionalista e linguaggio sperimentale. Primo lavoro di. Oliveira: con tecnica sofisticata e rigorosa descrive la realtá sociale di una giornata al porto, dal sorgere del sole al tramonto. Tutti gli elementi – uomini, macchine, corso del fiume Douro – sono collocati in una totalitá, attraverso coerenti montaggi in serie. Cosí anche il fiume che taglia la cittá, non è pensato come un elemento di separazione, ma come un ostacolo che è necessario superare per restare in comunicazione. La struttura di “Douro” deve molto al cinema d’avanguardia, come era quello di Walter Ruttman (Berlino, Sinfonia di una Capitale). Quando uscí, il documentario provocó una grossa reazione da parte della critica, divisa fra estimatori della fotografia, della bellezza estetica ed oppositori: il fatto che venisse descritta la faticosa vita di comuni lavoratori non piacque alla critica e neanche al governo. Quindi fu piú stimato all’estero.

Nato senza colonna sonora, in seguito ne ebbe una creata da Luís de Freitas Branco, “Litanie del fuoco e del mare”

Fu proiettato la prima volta il 21 settembre del 1931 al Tivoli, uscí poi l’8 agosto del 1934























One A.M. di Charlie Chaplin, 1916, 22’

Sir Charles Spencer Chaplin, noto come Charlie Chaplin (Londra, 16 aprile 1889Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977), è stato un attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore britannico, autore di oltre novanta film e tra i più importanti e influenti cineasti del XX secolo.

Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli diede fama universale, fu quello del "vagabondo" (The Tramp in inglese; Charlot in italiano, francese e spagnolo): un omino dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù; tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante. L'emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l'emblema dell'alienazione umana - in particolare delle classi sociali più emarginate - nell'era del progresso economico e industriale.

Chaplin fu una delle personalità più creative e influenti del cinema muto. La sua vita lavorativa nel campo dello spettacolo ha attraversato oltre 75 anni. Fu influenzato dal comico francese Max Linder, a cui dedicò uno dei suoi film. Star mondiale del cinema, fu oggetto di adulazione e di critiche serrate, anche a causa alle sue idee politiche. Nei primi anni Cinquanta, durante il Maccartismo, la sua identificazione con la sinistra lo costrinse a stabilirsi in Europa.

Tra gli attori più famosi dalla nascita dell'industria hollywoodiana, figura al decimo posto della classifica AFI dei 25 migliori attori di tutta la storia del cinema.

One A.M.) (Charlot rientra tardi, o Charlot ubriaco, o Il nottambulo), USA 1916, 22 minuti, genere comico,regia di Charlie Chaplin, seneggiatura di Charlie Chaplin e Vincent Bryan, produttori Charlie Chaplin e Henry P. Caulfield, fotografia di Roland Totheroh e William C. Foster, montaggio di Charlie Chaplin, scenografia di E. T. Mazy, personaggi Charlie Chaplin: l'ubriaco ed Albert Austin: il tassista. Fu proiettato la prima volta il 7 agosto 1916.

È in pratica un monologo, una superba interpretazione di un elegante signore che rientra dopo una serata in cui deve aver esageratamente alzato il gomito. Dopo l'iniziale apparizione di Albert Austin, quale autista del taxi, Chaplin rimane da solo sulla scena dove dà prova anche di straordinarie doti acrobatiche nel mantenere o perdere l'equilibrio, con conseguenti cadute tanto realistiche da suscitare partecipazione per il dolore provato. Chaplin disse che questo film rischiò di non avere seguito per i rischi corsi nell'interpretarlo.

Trama: recapitato da un impassibile e distaccato taxista dinanzi alla sua abitazione, Charlot, elegantemente vestito quanto vistosamente ubriaco, con qualche difficoltà riesce ad uscire dall'abitacolo del mezzo e a dirigersi verso la porta di casa. Fruga nelle tasche alla ricerca della chiave che, però non trova, cosí si vede costretto ad entrare dalla finestra aperta, finendo dentro la sottostante vasca dei pesci; appena dentro ritrova la chiave per cui ripercorre a ritroso il percorso, vasca dei pesci compresa, per fare un dignitoso ingresso dall'apertura principale. Un ampio salone elegantemente arredato con molteplici trofei di caccia lo accoglie al piano terra e al piano elevato la zona notte con l'agognato letto per un meritato riposo. Ma soddisfare il bisogno sarà impresa ardua e rischiosa, tra tappeti di bestie feroci dai denti e artigli acuminati, che paiono animati agli occhi del beone e un tavolo girevole su cui darà vita ad una vorticosa corsa in circolo con la superficie che scorre sotto i suoi piedi e finendone scaraventato rovinosamente a terra. I Gradini delle due scale laterali che paiono cosparsi d'olio gli procurano tanti scivoloni e quando finalmente riesce a raggiungere il piano superiore l'oscillazione del pendolo lo colpisce rigettandolo di nuovo al piano inferiore ripercorrendo a ruzzoloni a ritroso le scale, per molte volte. Riconquistato il livello notte, arrampicatosi con l'ausilio dell'appendiabiti, nella camera da letto è sparito il letto, o meglio, scomparso letteralmente: un diabolico congegno ne provoca la scomparsa nella parete. Inutili i tentativi di piegare al proprio volere lo strumento di supplizio piuttosto che di riposo e, una volta distruttolo dopo esserne rimasto incastrato, rischiata la decapitazione e il soffocamento, non gli rimane che sdraiarsi nella vasca da bagno per un meritato sonno ristoratore, passando prima in doccia, completamente vestito, s'intende.






















Le Voyage dans la Lune, regia di George Méliès – 11’

Maries-Georges-Jean Méliès (Parigi, 8 dicembre 1861Parigi, 21 gennaio 1938) è stato un regista e illusionista francese.

Viene riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i Fratelli Lumière), per l'introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative. A lui è attribuita l'invenzione del cinema di finzione (che filma mondi "diversi dalla realtà") e di numerose tecniche cinematografiche, in particolare del montaggio, la caratteristica più peculiare del nascente linguaggio cinematografico. È universalmente riconosciuto come il "padre" degli effetti speciali. Scoprì accidentalmente il trucco della sostituzione nel 1896 e fu uno dei primi registi a usare l'esposizione multipla, la dissolvenza e il colore (dipinto a mano direttamente sulla pellicola).

“Le Voyage dans la Lune” (Viaggio nella Luna) è un film fantastico del 1902 realizzato da Georges Méliès. Assieme a “Viaggio attraverso l'impossibile” è uno dei suoi film più famosi, forse il capolavoro. Il film è una parodia basata liberamente sul romanzo di Jules Verne Dalla Terra alla Luna[1] e su quello di H. G. Wells I primi uomini sulla Luna.

Una delle scene iniziali del film, la navicella spaziale che si schianta sull'occhio della Luna (che presenta un volto umano), è entrata nell'immaginario collettivo ed è una delle sequenze che hanno fatto la storia del cinema.

Trama Il congresso di astronomi decide di sparare una navicella sulla Luna, a forma di proiettile. Gli astronomi s'imbarcano e vengono sparati da un cannone. Il proiettile arriva sulla Luna, conficcandosi direttamente nell'occhio della faccia dell'astro e provocandogli una visibile irritazione. Una volta scesi i viaggiatori incontrano i Seleniti, vengono catturati e presentati al loro Re. Riescono a scappare, e ripartono facendo cadere il proiettive verso il basso, verso la Terra (secondo un'intuitiva legge di gravità), cadendo in mare e venendo poi riportata in un porto. Il film è suddiviso in 17 quadri.
















Moonland (USA 1923/1926) – 11’ - di Neil McQuire (*17/10/1983 +8/1/1972 California, USA) e William A. O’Connor (26/5/1900, Nebraska, USA)

Trama: il film è chiaramente ispirato a “Voyage dans la Lune” di George Méliès. Il bambino di Moonland fa un viaggio in sogno, accompagnato dal suo cagnolino bianco. L’incontro coi Seleniti è piú sereno che non in Voyage. Solo verso la fine il sogno si trasforma in incubo, ma a quel punto il bambino si sveglia e sorride poi felice e guarda verso il cielo, accanto al suo amico.



Jack’s dream, regia di Joseph Cornell, USA 1940 – 4’

Joseph Cornell (Nyack, 24 dicembre 190329 dicembre 1972) è stato un artista statunitense, scultore, ma sporattutto pioniere dell'assemblaggio, del cinema sperimentale e del found footage.

Found footage, in ambito cinematografico, è un termine che si usa per descrivere film realizzati parzialmente o interamente con un metraggio preesistente, successivamente riassemblato in un nuovo contesto.

Trama: Il cagnolino Jack dorme tranquillo sul suo tappettino, al calduccio accanto al caminetto, al sicuro e ben protetto, ma in sogno si vede come un impavido cane da difesa. Il film è creato con la tecnica dell’assemblaggio: si trovano spezzoni di films, pupazzi animati e scene reali.