RIMUSICAZIONI LIVE

2013

 
 


venerdì 5 aprile 2013



Bolzano, Videodrome via Roen 6 - h 21:00



The Harold Lloyd Project

rimusicazione di

Radio Days


 

RADIO DAYS: THE HAROLD LLOYD PROJECT


Numero, prego? (Number, please?) 1920

Viaggio in paradiso (Never weaken) 1921


David Andreatta – clarinetto e sax baritono

Michele Kettmaier – pianoforte

Claudio Lombardi – basso acustico

Thomas Samonati – batteria


Musiche di Michele Kettmaier

Arrangiamenti di Michele Kettmaier e Claudio Lombardi






































HAROLD LLOYD

Quasi dimenticato grande comico del cinema muto, Harold Lloyd potrebbe avere un posto d’onore a fianco delle star più celebrate come Charlie Chaplin, Buster Keaton e Stan Laurel.

Il personaggio con gli occhiali da Lloyd interpretato, a differenza dei colleghi, ha un carattere emotivo ed una collocazione sociale diversa a seconda del ruolo da interpretare nel film. Lo si può incontrare povero e disperato come ricchissimo e strafottente, anche se, nelle sue pellicole, alcune caratteristiche sono ricorrenti. Innanzitutto, l’elevata concentrazione di gag, spesso geniali e talvolta imitate dai colleghi e poi, un certo ottimismo diffuso che fa pensare alla possibilità che negli Stati Uniti, in quegli anni, ci fosse davvero la possibilità di realizzare il cosi detto “sogno americano”.

Altra costante dei suoi film, oltre all’agilità incredibile del protagonista che, si dice, non usasse mai controfigure, è l’elemento femminile, la fanciulla della quale il protagonista invariabilmente si innamora e che dovrà conquistare o difendere con tutte le sue forze. Un esempio per tutti è il suo lungometraggio più famoso “Preferisco l’ascensore” del 1923, la cui immagine di Harold appeso alle lancette di un orologio in cima ad un altissimo palazzo, è rimasta come icona del genere comico-muto.



RADIO DAYS

Gruppo musicale trentino attivo dal 1995, sin dagli inizi orientato verso lo swing ha all’attivo alcuni progetti fra cui uno su Frank Sinatra ed uno dedicato all’Eiar. Per diversi anni, mutando organico e strumentazione, il gruppo ha calcato le strade del dixieland ed oggi è un’elegante formazione swing che raccoglie le esperienze fatte in tutti questi anni di musica insieme.

Dopo la prima colonna sonora per il documentario del 1927 di Walther Ruttmann “Berlino, sinfonia di una grande città”, questo è il secondo lavoro firmato Radio Days per far rivivere ai giorni nostri l’affascinante periodo dei film muti con musica originale dal vivo.


Numero, prego?

(Number, please?)


Realizzato nel 1920 con la regia di Hal Roach, questo corto inizia con una digressione sugli uomini soli, lasciati dalle rispettive fidanzate che, con un tono mesto e malinconico, sembra prendere in giro una certa categoria di film in voga all’epoca. In breve ci si concentra sul protagonista che incontra, in un luna park, la sua ex fidanzata con il suo nuovo accompagnatore (la futura vera moglie del protagonista, Mildred Davis, e la fedele spalla Roy Brooks) e, da subito, inizia il tentativo di riconquista del perduto amore.

Fra l’inseguimento di un cane ed un furto di borsetta, la scena centrale riguarda il tentativo di Harold di telefonare alla madre di Mildred, con un’incredibile serie di gag per la conquista della cabina telefonica e per gli errori delle centraliniste. Il tutto sfocia in un immagine collettiva, nella quale si vedono parlare insieme tutti gli interlocutori erroneamente collegati.

La conclusione di questo corto è una vera eccezione rispetto agli altri suoi film, poiché, per una volta, il nostro eroe non riuscirà a conquistare il cuore della ragazza tanto desiderata.


Viaggio in paradiso

(Never weaken)

Del 1921, “Viaggio in paradiso” (titolo originale “Never Weaken”, regia di Fred C. Newmeyer) è l’ultimo “corto” realizzato da Harold Lloyd. Vi ritroviamo la coppia Mildred Davis – Roy Brooks, dove lei interpreta il ruolo della “fidanzata - vicina di ufficio” per la quale Harold, prima si batterà per non farle perdere il posto di lavoro, poi tenterà di suicidarsi quando crederà che lei vuole sposare un altro.

Sia gli stratagemmi per procurare clienti al medico presso cui lavora Mildred, infastiditi dall’immancabile poliziotto, sia le gag che scaturiscono dall’Harold disperato che tenta in tutti i modi di togliersi la vita, sono esempi di perfetto tempismo umoristico che riescono a divertire lo spettatore anche

oggi, a quasi un secolo di distanza dall’uscita di questo film. Lloyd ha sempre avuto una cura maniacale sulla scelta delle gag e sulla loro distribuzione nel film, tanto che faceva visionare in anteprima i suoi film ad un pubblico campione e “misurava” con un apposito strumento le risate degli spettatori, per capire dove la scene funzionava meglio o dove c’era bisogno di qualche aggiustamento.

In questo corto è poi presente un’anteprima di quello che sarà una sequenza che renderà famosa l’immagine di Harold Lloyd nel lungometraggio “Preferisco l’ascensore”, con le sue pericolose ed ardite acrobazie su un alto edificio, che, in questo corto, è uno scheletro di travi in costruzione. Le scene, realizzate senza controfigure grazie sia alla grande abilità ginnica del protagonista (che peraltro aveva perso pollice ed indice della mano destra durante una ripresa pubblicitaria nel 1919) che ad un trucco ottico che amplifica le altezze, all’epoca fecero talmente impressione che, fuori dalle sale di proiezione delle “prime”, sostava un ambulanza perché ci furono casi di svenimenti in sala.