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Rimusicazione, rimusicare: neologismo per “dotare nuovamente di musica” un film. il termine, da noi coniato, si è diffuso rapidamente. Rimusicazioni Film Festival, nato all’interno dell’associazione culturale Harlock di Bolzano, si rivolge a compositori, gruppi musicali, sound designers, foley artists, rumoristi, dj, e in generale a tutti coloro che siano interessati all’ideazione e alla realizzazione di nuove colonne sonore di opere cinematografiche appartenenenti al cosiddetto periodo del cinema muto, quello che va dalle sue origini fino all’inizio degli anni ’30.
Non sono molte, in Italia, le manifestazioni che si occupano stabilmente di cinema muto in relazione alla musica. Rispetto alla maggior parte di esse, Rimusicazioni si caratterizza in quanto festival concorso e competizione a premi in cui le opere in concorso possono essere di qualsiasi natura e stile musicale, ivi com prendendo anche rimusicazioni realizzate con effetti sonori e foley, e devono pervenire in forma audiovisiva completa, cioè con la colonna sonora solidale al supporto di proiezione. Questa impostazione ha suscitato l’interesse di compositori, sperimentatori elettronici, symphonicsampled orchestras ed eterodossi so nori, ed ha anche favorito la costituzione di un’importante archivio di opere musi cali appositamente create per quei film unico nel suo genere. Questi lavori spaziano dall’accompagnamento classico al jazz, al rock, al rumorismo, alla sonorizzazione documentaristica, alla composizione algoritmica, fino alla sintesi granula re in dolby surround 5.1.

 

 

Questioni di metodo:
Molti dei film realizzati fino alla fine degli anni ’20 tutti rigorosamente muti, cioè senza dialoghi e sonoro di scenanascevano comunque dotati di una colonna sonora, sebbene questa non fosse registrata e poi meccanicamente sincronizzata come accade ai nostri giorni, ma eseguita dal vivo ad ogni proiezione. Per le produzioni più importanti furono invitati a scrivere musica anche compositori illustri (in Italia fu il caso di Ildebrando Pizzetti, in Francia quello di Francis Poulenc, Darius Milhaud e via dicendo). Queste composizioni originali erano destinate ad essere eseguite alle prime e nei grandi cinema di città con sontuose orchestre. Proprio la circostanza che la musica non “viaggiasse” con la pellicola, così come la necessità imprenditoriale ed economica di sostituire, nei cinema di provincia, l’orchestra con un meno costoso pianista, sono all’origine dello smarrimento di molte partiture originali. Troppo labile il legame tra gli spartiti distribuiti a ogni proiezione ai musicisti del cinema, e le pizza del film. Poca cura da parte di editori e distributori, parti dimenticate o smarrite, spartiti distrutti in incendi: il destino di molte colonne sonore è stato deciso da queste circostanze. D’altra parte alcuni film non possedevano una vera e propria colonna sonora “originale”, ma spesso l’accompagnamento sonoro veniva creato adattando brani tratti dal repertorio della musica classica, studi e repertori “personali” dei musicisti accompagnatori. Noi dell’associazione culturale Harlock riteniamo che, ogniqualvolta un film ci giunga privo della sua partitura originale, la sua rimusicazione si traduca necessariamente in un esperimento, in una interpretazione non autorizzata dal regista e quindi, sostanzialmente, in una operazione arbitraria. Ma questo, crediamo, va le anche per i commenti sonori filologici e rispettosi delle prassi del tempo. Il nostro festival si muove così all’interno di uno spazio di libertà espressiva, no man ‘s land del rigore, a tutto vantaggio della creatività, che vogliamo assoluta. Nella convinzione che una rimusicazione creativa e personale, ancorché filologicamente scorretta, possa contribuire a una lettura filmica in grado di innescare nuovi, imprevedibili percorsi di senso.
A chi voglia concorrere al nostro Festival chiediamo dunque di scegliere un film dell’epoca del muto e di ideare e montare su quello una nuova “colonna sonora”. Usiamo le virgolette, perché il termine va inteso nel senso più ampio e perché, in definitiva, la libertà degli autori partecipanti è totale. Ciascuno deciderà se utilizzare musiche proprie o altrui, se intervenire attraverso l’uso di suoni, rumori, dialoghi o altro, se assumere un’impostazione filologica o didascalica piuttosto che dissacrante o modernista.

 

 

Il nostro archivio, un patrimonio unico

In più di dieci anni di attività il festival ha costituito un archivio di oltre un centinaio di film accompagnati ognuno da una sua nuova ed inedita colonna sonora. Alcune di queste sono di particolare prestigio e firmate da musicisti come Teho Teardo, già autore di colonne sonore importanti del cinema contemporaneo come quella de Il Divo o de La Ragazza del Lago e Lavorare con Lentezza. Questo rappresenta per noi un importante risultato e un patrimonio per certi versi unico, che cerchiamo di valorizzare sviluppando progetti editoriali in linea con la filosofia e le possibilità del festival.

Sin dalle prime edizioni del Festival abbiamo pubblicato I lavori che ci sembravano più meritevoli, in un primo tempo sotto forma di CD audio contenenti le colonne sonore dei film vincitori del concorso o segnalatisi per la qualità del lavoro compositivo: ecco l’elenco delle nostre produzioni.

Formazione

Workshop – DVD Audio 5.1
Docente Dario Carrubba, dal 20 al 23 ottobre 2008, Bolzano
Un approfondimento sulle tecniche di realizzazione della parte audio dei dvd. Oggi, mandato in pensione il vhs, il filmmaker ha la possibilità di sfruttare la maggiore qualità video del formato dvd. Ma il dvd oltre una superiore qualità video permette uno straordinario utilizzo anche della parte audio. La programmazione dell’audio multicanale garantisce risultati spettacolari in quanto è possibile dare ad ogni suono una determinata collocazione spaziale con precisione direttamente proporzionale al numero di canali surround utilizzati ed in base a precise esigenze artistiche e drammaturgiche. In realtà il suono surround ed i bassi per il subwoofer sono aspetti non più inediti, ma troppo poco approfonditi. Il workshop si propone quindi di conferire ai corsisti le conoscenze teorico/pratiche sufficienti allo sfruttamento del potenziale sonoro del dvd.

 


Workshop – The Foley Art:
rumorismo e commento sonoro
Docente Tiziano Popoli, dal 20 al 23 ottobre ottobre 2008, Bolzano

Dal Cinema di Devid Lynch al festival di Rimusicazioni, analizzando i vari aspetti della sonorizzazione e sperimentando l’uso incrociato di musica, rumoristica ed elettronica, il workshop intende approfondire soprattutto l’analisi del rapporto tra immagine, suono (e computer) ed il processo che va dall’ideazione di un commento sonoro al montaggio sulle immagini, con esempi ed esercizi, dando libero sfogo alla creatività e per arrivare ad una più piena coscienza drammaturgica della parte sonora (la colonna sonora) dei film. Panorama storico da Jack Foley in poi; Tecniche di realizzazione della colonna effetti; sintesi sonora per la realizzazione mdi effetti; modifica creativa di materiali registrati;le librerie di effetti sonori; registrazioni sul campo; effetti sonori e diffusione monofonica, stereofonica e dolby surround.

Workshop – Rumorismo e postproduzione audio nel cinema e nella televisione.

Docenti Pier Paolo Barbanera e Luigi Tota, rumoristi, Bolzano,
23 e 24 novembre 2010

Evento ideato da Tiziano Popoli e realizzato in collaborazione con l’Istituto Musicale Vivaldi di Bolzano e con il corso On Stage Operatore dello Spettacolo Provincia Autonoma di Bolzano CTS “L.Einaudi” Rip. 21 Formazione Professionale in lingua italiana, direzione artistica Paola Soccio.

Il rumorista è la figura professionale del settore audiovisivo specializzata nel creare gli effetti sonori di film, telefilm e film di animazione. In Italia i rumoristi non sono molti e la maggior parte di essi gravita attorno ai grandi centri di produzione cinematografica e televisiva, dunque soprattutto a Roma e Milano. Si tratta di un mestiere poco noto, per il quale non esistono scuole di formazione, ma che ancora oggi, almeno in Italia, si apprende soltanto facendo “bottega”. Sarà anche per questo che a volte il mestiere diventa, per così dire,”di famiglia”, e coinvolge fratelli, figli, nipoti.
Per approfondire la conoscenza di questo affascinante mestiere Rimusicazioni Film Festival ha organizzato un workshop teorico pratico tenuto dai rumoristi di Cinecittà Luigi Tota e Piergiorgio Barbanera. Si e’ trattato di un seminario pubblico e gratuito, ma rivolto in special modo a due classi di studenti di scuole superiori impegnati in un percorso di formazione come operatori dello spettacolo. Durante il workshop, della durata di 16 ore, sono state messe in evidenza le principali problematiche relative alla “invenzione” dei suoni per il cinema e per la televisione, al loro uso e all’immaginario ad essi legato. E’ stato poi attivato un vero e proprio laboratorio dotato degli strumenti necessari all’apprendimento e alla sperimentazione delle tecniche classiche per la creazione e la sincronizzazione “a vista” di effetti sonori di appoggio e di sottofondi d’ambiente: passi e calpestii, movimenti corporali, voli d’uccello, porte e portiere, colluttazioni, ambienti vari. I ragazzi delle due classi partecipanti al progetto, che in incontri precedenti avevano già preso familiarità con le problematiche legate alla sonorizzazione delle immagini, hanno potuto sperimentare direttamente e in prima persona le tecniche classiche del rumorismo, tra le quelle che consentono di mantenere il sincrono con le immagini; hanno potuto verificare come e perchè alcuni suoni conferiscano “fisicità” alle immagini,e come alcuni di essi, gli “appoggi” ai movimenti, o I passi, siano sottolineature quasi canoniche e codificate, necessarie a dare consistenza alle immagini, anche se quasi inudibili, subliminali.
Obiettivo finale del workshop è stato quello di fornire al gruppo di studenti gli strumenti tecnici e concettuali necessari ad intraprendere la sonorizzazione dal vivo del film “La Perle” (G. Hugnet, Belgio, 1929, 33 min.) come evento speciale all’interno del Festival Rimusicazioni, venerdì 17 dicembre 2010.

Il rumorista- The foley artist
Il rumorista in inglese foley artist da Jack Foley, colui che, all’epoca del passaggio del cinema dal muto al sonoro, ha inventato questa professione e buona parte delle metodologie e dei trucchi ancora oggi utilizzati dai rumoristi – può essere un artista, un tecnico specializzato nel missaggio del suono, o un montatore degli effetti sonori.
Il lavoro del rumorista di solito inizia verso la fine della produzione, in quella che, appunto, si definisce post produzione, quando cioè il montaggio e la colonna sonora sono a uno stadio abbastanza avanzato di definizione, quando il film, in sostanza, è fatto. Il rumorista riprende e sottolinea ciò che, con la presa diretta del suono, si è perso, o non è sufficientemente a fuoco, e che può servire al film. In effetti nella presa diretta tutta l’attenzione del fonico di ripresa è sui dialoghi, che devono essere chiari e intelligibili. I microfoni sono direzionali e indirizzati verso le bocche, in modo da cogliere le parole senza interferenze o disturbi acustici derivanti dall’ambiente circostante. Dunque il rumorista, il foley artist, si occupa di rimettere al loro posto, di ripristinare e valorizzare, senza che per questo si creino interferenze o disturbi, rumori e suoni dei personaggi e degli ambienti inquadrati, alla ricerca dell’effetto di rafforzamento, di sottolineatura, di verosimiglianza. Questo artista si muove a proprio agio in stanze piene zeppe di oggetti improbabili, in un caos di cianfrusaglie apparentemente senza senso. Scarpe spaiate, elastici, assi di legno, piccole porte apribili, bacinelle, tubi, trombette, campanelli, pedane cosparse di sale, o ricoperte di nastro magnetico da calpestare per ricreare l’effetto di passi sull’erba. Il rumorista osserva una seguenza, sceglie gli oggetti che gli servono, e la sonorizza in tempo reale o quasi. All’altro capo della stanza, dietro il mixer, un tecnico registra la performance in sincrono con le immagini. Alla fine della sequenza il rumorista controlla che tutti gli effetti siano a tempo ed eventualmente corregge la traccia, o, se non ne è soddisfatto, la registra di nuovo. A volte è solo, altre volte lavora in equipe. Spesso, quando la scena da sonorizzare è complessa e caratterizzata da molti personaggi, dispone gli effetti sonori a strati, costruendo così, gradualmente e in passaggi successive, il suono di una battaglia o di una tempesta o di una sparatoria.
Il rumorista, inoltre, aggiunge spesso dei rumori che nella presa diretta non esistevano affatto, detti anche effetti speciali. Questi possono essere semplici dettagli sonori “di routine” aggiunti per ottenere un effetto di rafforzamento, o anche elementi”di regia”, che non sono tanto legati a una pretesa oggettività della scena, a servono piuttosto a raccontare qualcosa di più, a insinuare un dubbio, o ad anticipare un dramma incombente o il lieto fine. Dunque gli effetti sonori non assolvono soltanto alla funzione di rendere “naturalistica” una scena, ma piuttosto ne consentono una sua interpretazione in senso creativo.
Il processo di creazione di nuovi rumori può anche essere molto complicato e in definitive paragonabile ad un vero e proprio lavoro di composizione sonoro –musicale di gruppo, in cui il fonico, il compositore, il rumorista e il sound designer, ciascuno con le sue competenze, lavoraro a stretto contatto sviluppando e sperimentando insieme. Molti film di “genere” ma non solo necessitano di design sonori raffinatissimi, in cui le invenzioni sonore sono necessariamente molto elaborate e specifiche. Il suono della metropoli di Blade Runner, le voci di molti personaggi della trilogia di Guerre Stellari devono molto del loro fascino alla creatività del rumorista, alla sua capacità di immaginare un suono e di essere in grado di crearlo.

 

 

About US

 

Rimusicazioni, remusication, remusic:
a neologism for “return music” to a film. This term, which we ourselves coined, spread rapidly.

The Rimusicazioni Film Festival, which emerged from within the context of the Harlock cultural association of Bolzano, is aimed toward composers, bands, sound designers, Foley artists, sound effects people, DJs and in general anyone interested in conceiving of and creating new sound tracks for cinematographic works from the so called period of silent film, spanning from its origins to the beginning of the 1930s.

There are not many events in Italy that solidly deal with silent film in relation to music. Compared to the greater part of these, Rimusicazioni is distinguished as a festival contest and prize competition where the competing works can be of any type and musical style, including remusications made with sound and Foley effects, and must be submitted in complete audio visual format, that is the sound track has to be integrated with the projection medium. This formulation has elicited the interest of composers, electronic experimenters, symphonic  sampled orchestras and heterodox sound people, also facilitating the creation of a major archive of music created specifically for these films, unique of its kind. These works range from classical accompaniment to jazz, rock, sound effect design, documentary post-synching, algorithmic composition and granular synthesis in Dolby Surround 5.1.

 

Questions of method:
Many of the films made up to the end of the 1920s  all strictly silent, that is without dialogue and environmental sounds  were shown accompanied by a soundtrack, although this was not recorded and then mechanically synchronized like today, but rather played live at every screening. For the most important productions, illustrious composers were invited to write music (in Italy, Ildebrando Pizzetti, and in France Francis Poulenc, Darius Milhaud and so on). These original compositions were destined to be performed first in the big cities, in great movie houses with large orchestras.

And it was because the music did not “travel” with the film, as well as because of the entrepreneurial and economic need on the part of provincial movie houses to hire orchestras with less expensive pianists, that many of the original scores were lost. The tie between the scores distributed to the cinema musicians at every screening and the film reels was weak. Carelessness on the part of editors and distributors, lost or destroyed sections, reels destroyed in fires: these were the circumstances that decided the fate of many soundtracks. On the other hand, many films did not have a true “original” soundtrack, the sound accompaniment often being created using pieces from the classical repertoire and studies and “personal” repertoire of the musical accompanists.

We at the Harlock cultural association hold that whenever a film comes to us without its original score, its remusication is necessarily experimental in nature, an interpretation that has not been authorized by the director and is therefore in substance an arbitrary operation. But we believe that this is also true for sound commentary that is philological and respectful of contemporary practice. Our festival therefore moves within a space of free expression, a rigorous no man’s land, to the advantage of creativity, which we want in absolute. In the conviction that creative, personal remusication, even if philogically incorrect, can contribute to a filmic reading capable of triggering new, unexpected paths of meaning.

If you want to enter our Festival’s competition, we therefore ask that you select a film from the silent film era, create a new “soundtrack” and set it to the film.

We employ quotation marks here because the term should be understood in its broadest sense and because, ultimately, the freedom of the participating artists is total. Each one will decide whether to use music of their own or by others, whether to intervene through sound, noise, dialogue or something else, whether to use a philological or didactic approach or instead one that is irreverent or modern.

 


Our archive, a unique heritage

n more than ten years of activity the festival has built up an archive of more than one hundred films, each accompanied by an entirely new soundtrack.
Some of these are of special prestige, composed by musicians like Teho Teardo, already the creator of major contemporary film soundtracks, such as those for Il Divo, La Ragazza del Lago (The Girl by the Lake) and Lavorare con Lentezza (Working Slowly). For us this represents a significant achievement and an in some ways unique heritage, which we try to valorise, developing publishing projects in line with the philosophy and possibilities offered by the festival.

From the first years of the Festival we have published the works that we held to be the worthiest, at first in audio CDs containing the soundtracks the competition’s winning films or ones that distinguished themselves through quality of the compositional work. Here is a list of our productions:

 

Training

Workshop DVD audio 5.1
Instructor: Dario Carrubba, 20 to 23 October 2008, Bolzano

 

A deep look at the techniques for creating the audio part of DVDs.
Today, with the VHS having been sent into retirement, the filmmaker can take advantage of the higher video quality of the DVD. But the DVD, in addition to superior video quality, also allows extraordinary audio possibilities. The planning of multichannel audio ensures spectacular results since it makes it possible to give each sound a precisely determined spatial location directly proportional to the number of channels used and on the basis of specific artistic and dramaturgical needs. In reality, surround sound and lows for the subwoofer are no longer new, and yet they are still too little studied. This workshop therefore proposes to give participants the theoretical and practical knowledge that will allow them to take advantage of the sound potential of the DVD format.

 

 

 

Workshop – The Foley Art: sound
effects and sound commentary
Instructor: Tiziano Popoli, 20 to 23
October 2008, Bolzano

From the cinema of David Lynch to the Rimusicazioni festival, analysing the various aspects of post-synch and experimenting with the hybrid use of music, sound effects and electronics, the main goal of this workshop is to analyse the relationship between image, sound (and computer) and the process that goes from the conception of a sound commentary to setting it to the images, through examples and exercises, giving free rein to creativity and in order to arrive at a fuller dramaturgical knowledge of the role of sound (the soundtrack) in films. A historical panorama from Jack Foley on: techniques for creating sound effects; sound synthesis for the creation of midi effects; creative modification of filmed material; sound effects libraries; on-site recordings; sound effects and monophonic, stereophonic and Dolby surround diffusion.

Workshop – Sound effect design and audio post-production in film and in television

Instructors: Pier Paolo Barbanera and Luigi Tota, sound effects designers Bolzano, 23 and 24 November 2010

An event created by Tiziano Popoli and realized in collaboration with the Bolzano Istituto Musicale Vivaldi and the course On Stage-Operatore of the Spettacolo Provincia Autonoma of Bolzano CTS “L. Einaudi” Rip. 21 Professional Training offered in Italian, artistic direction by Paola Soccio.

The sound effects person is an audio-visual industry professional, specialized in creating sound effects for film, television programs, and animated films. There are very few sound effects professionals in Italy, and the majority of these gravitate around the country’s film and television production centres, and so work in Rome and Milan. It is a little-known profession, and there are no training schools: still today, at least in Italy, one learns via “workshop apprenticeship”. This is also why the profession is often a “family” affair, involving siblings, children, and other relatives.

In order to deepen awareness of this fascinating profession, Rimusicazioni Film Festival organized a theoretical/practical workshop led by the Cinecittà sound effects designers Luigi Tota and Piergiorgio Barbanera. It was a free seminar, open to the public, but especially oriented toward two classes of secondary school students who were following a course of training to become entertainment professionals. During the workshop, which lasted a total of 16 hours, the instructors discussed the main issues relative to the “invention” of sounds for film and television, their use and the imagination they are tied to. Next came the workshop activities, equipped with the necessary tools for learning and experimentation with the classical techniques for the creation and “sight” synchronization of supporting and background sound effects: footsteps and trampling, body movements, birds in flight, doors, brawls and varied environments. The students from the two classes participating in the project became familiar with the issues tied to the post-synching of images, they were able to experiment directly and first-hand with the classic techniques of sound effect design, including those that permit the maintenance of synchronization with images; they were able to see how and why some sounds give “physicality” to images and how some of these, the “supports” for movement or steps, are practically canonical and codified ways of placing emphasis, necessary for providing the images with consistency, even when they are almost unheard and subliminal.

The final goal of the workshop was to give the student groups the technical and conceptual tools necessary for undertaking the live post-synching of the film “La Perle” (G. Hugnet, Belgium, 1929, 33 min.) as a Rimusicazioni Festival special event, held on Friday 17 December 2010.

 

The foley artist
The sound effects person – or Foley artist, after Jack Foley, who during the transition from silent films to films with sound, invented this profession and a good part of the methods and tricks that are still used today by sound effect designers – can be an artist, a technician specialized in sound mixing or a sound effects editor.

The work of the sound effects person usually begins toward the end of film production, called post-production, when the editing and the soundtrack have reached a fairly advanced stage of definition, when the making of the film is, in substance, done. The sound effects person picks up and emphasizes that which, with live sound, has been lost or that is not in sufficient focus, and which can be of use to the film. In effect, live, all of the phonic attention is placed on the dialogue, which needs to be clear and intelligible. The microphones are directed and addressed to the mouth, such as to capture the words without acoustic interference or disturbances coming from the surroundings. Therefore, the sound effects person, the Foley artist, has the task of putting back, of restoring and valorising, without creating interferences or disturbances, the noises and sounds of the characters and the framed settings, seeking out reinforcing effects and effects of emphasis and verisimilitude. This artist is at home in rooms crammed with improbable objects, a chaos of apparently senseless odd and ends. Unmatched shoes, rubber bands, wooden boards, small openable doors, basins, tubes, toy trumpets, little bells, floors covered with salt or magnetic strips to be trampled on to recreate the effect of walking on grass. The sound effects person watches a sequence, chooses the necessary objects and post-synchs it in real time or nearly real time. At the other end of the room, behind the mixer, a technician records the performance in synchrony with the images. At the end of the sequence the sound effects person checks that all of the effects are in time and corrects the track if necessary or, if unsatisfied, re-records it. Sometimes he or she works alone, sometimes in a team. Often, when the scene to be post-synched is complex and involves many different characters, it requires layered sound effects, thereby constructing, gradually and in successive steps, the sounds of a battle or a storm or a gun fight.

The sound effects person also often adds sounds that weren’t in the live filming, called special effects. These can be simple “routine” sound details, added in order to obtain a reinforcing effect, or “director’s” effects, which are not tied to the objective demands of the scene, instead serving to narrate something extra, to insinuate a doubt, or anticipate an imminent drama or happy ending. And so, sound effects do not only serve the function of rendering a scene “naturalistic”, but also consent its creative interpretation.

The process of creating new sounds can also be very complicated and ultimately comparable to the work of group musical sound composition, where the sound engineer, the composer, the sound effects person and the sound designer,
each with their own skills, work in close contact, developing and experimenting together. Many “genre” films – but not only films from this category – require highly sophisticated sound design, where sound inventions are necessarily extremely elaborate and specific. The sound of the metropolis in Blade Runner and the voices of many of the characters in the Star Wars trilogy, for example, owe much of their fascination to the creativity of sound effects professionals, to their capacity for imagining a sound and their ability to create it.